Illustrazione Pour un oui ou pour un non

Pour un oui ou pour un non

"C'est bien, ça..." : quando le parole diventano armi.

BIOGRAFIA: Nathalie Sarraute (1900-1999)

📅 Cronologia essenziale

Un'infanzia cosmopolita

  • 1900: Nascita in Russia (Ivanovo) in una famiglia ebraica intellettuale.
  • Infanzia: Divisa tra Russia, Svizzera e Francia. Si stabilisce definitivamente a Parigi all'età di 8 anni. Diventa avvocatessa.

La pioniera del Nouveau Roman

  • 1939: Pubblicazione di Tropismes. L'opera passa inosservata ma pone le basi di tutta la sua estetica: lo studio dei movimenti interiori microscopici.
  • 1956: L'Ère du soupçon. Saggio teorico fondamentale dove mette in discussione il personaggio e l'intreccio tradizionali. Diventa una figura di spicco del Nouveau Roman (con Robbe-Grillet, Butor, Simon).

Il teatro della voce

  • Anni 1960-1980: Si orienta verso il teatro radiofonico e poi scenico.
  • 1982: Creazione di Pour un oui ou pour un non. È il suo più grande successo teatrale.
  • 1999: Morte a Parigi a 99 anni, dopo aver pubblicato Ouvrez.

🎭 L'opera e il suo contesto

Il teatro del silenzio

Sarraute non scrive teatro d'azione. Scrive quello che chiama la "sotto-conversazione": ciò che è sentito ma non detto, o ciò che è detto per nascondere ciò che si sente. È un teatro dell'ascolto e dell'ipersensibilità.

RIASSUNTO DETTAGLIATO

Una struttura senza atti

La pièce non è divisa in atti o scene numerate. È un flusso continuo di dialogo tra due uomini, H1 e H2.

1. La scintilla: il "niente" che è tutto

H1 fa visita a H2, suo amico di lunga data. Si è creata una distanza. H2 finisce per confessare la causa del suo allontanamento: una semplice frase pronunciata da H1 durante un precedente incontro.
H1 aveva detto: "C'est bien, ça".
Per H1 era un complimento banale. Per H2 è l'intonazione che conta: una pausa infinitesimale, un tono trascinato e condiscendente che significava "C'est bien... pour toi" (Va bene... per te). H2 si è sentito giudicato, ridotto, disprezzato.

2. Il duello delle coscienze

Il dialogo si inasprisce. H1 tenta di razionalizzare ("Sei matto", "È nella tua testa"). H2 sviluppa la sua visione ipersensibile del mondo. Spiega che questa intonazione ha rivelato il fossato che li separa: H1 è un uomo soddisfatto, sistemato nel successo convenzionale, che guarda H2 (lo scuoiato vivo, il fallito forse) dall'alto.
È lo scontro tra due rapporti con il mondo: la razionalità rassicurante (H1) contro l'ipersensibilità inquieta (H2).

3. Il fallimento del tribunale sociale

Per risolvere il loro disaccordo, chiamano dei vicini (H3 e F). Tentano di rivivere la scena del "C'est bien, ça".
È un fallimento totale. I testimoni non percepiscono nulla di anormale. Giudicano H2 "suscettibile" o "malato". La società (rappresentata dai vicini) rifiuta di vedere la violenza sotterranea dei rapporti umani. Preferisce il comfort delle apparenze. H2 si ritrova solo con la sua verità.

4. L'impossibile rottura

Rimasti soli, H1 e H2 vanno fino in fondo al loro confronto. Capiscono di essere incompatibili. Uno vive nella sicurezza delle parole, l'altro nel pericolo delle sensazioni (i tropismi).
Concludono: "C'est sans espoir" (È senza speranza).
Tuttavia, la pièce si conclude con una sospensione. Possono separarsi? No. Sono legati proprio da questa lotta. Hanno bisogno l'uno dell'altro per definirsi. La rottura è pronunciata ("Pour un oui ou pour un non"), ma il legame rimane indissolubile.

ANALISI GLOBALE

📊 Visione d'insieme

Pour un oui ou pour un non è una pièce minimalista che fa esplodere i codici del teatro. Niente scenografia, niente nomi, niente intreccio visibile. Tutto si gioca nell'infinitesimo scarto tra le parole e l'intonazione.

🎯 Caratteristiche essenziali

I tropismi

È il concetto chiave di Sarraute. Un tropismo è un movimento interiore indefinibile, rapido e violento, che precede il linguaggio. È la sensazione fisica (disagio, rabbia, paura) che si prova di fronte all'altro prima di parlare. La pièce tenta di mettere in parole queste sensazioni mute.

La sotto-conversazione

Ci sono due pièce in una:
- La conversazione visibile: Le parole educate, le banalità ("Come va?", "Va bene").
- La sotto-conversazione: La guerra psicologica sotterranea. È lì che si svolge il vero dramma. Sarraute rende visibile l'invisibile.

Il nuovo teatro

  • Personaggi astratti: H1 e H2 sono coscienze pure, senza stato civile né storia precisa.
  • Azione microscopica: Il dramma non nasce da un omicidio o da un adulterio, ma da un'intonazione. È il tragico del quotidiano.

TEMI PRINCIPALI

🗣️ Il linguaggio: arma e maschera

Le parole sono ingannevoli. Il senso letterale (il dizionario) conta meno della pragmatica (l'intonazione, il contesto). "C'est bien, ça" è un complimento sulla carta, ma un insulto nella voce. Il linguaggio serve spesso a mascherare la violenza dei sentimenti.

🤝 L'amicizia e l'alterità

L'amicizia non è qui un rifugio, ma un luogo di pericolo. L'amico è colui che ci conosce meglio, quindi colui che può ferirci più profondamente. La pièce pone la questione dell'uguaglianza: si può essere amici se uno si sente giudicato dall'altro?

⚖️ Il conformismo sociale

H1 incarna la norma, il buon senso, il successo sociale. H2 incarna la marginalità, l'inquietudine, il rifiuto delle convenzioni. La società (i vicini) respinge chi gratta sotto la vernice (H2) e valida chi resta in superficie (H1).

PERCORSO ASSOCIATO: Teatro e disputa

🎯 Obiettivo del percorso

Questo percorso invita a riflettere sulla disputa come motore dell'azione teatrale. La disputa non è solo un conflitto, è un momento di verità dove le maschere cadono.

📚 Sequenza pedagogica

1. La disputa per nulla?

Il motivo della disputa sembra futile ("pour un oui ou pour un non"). Ma come in Marivaux o Molière, il pretesto nasconde una posta in gioco vitale. Qui, è la dignità di H2 che è in gioco.

2. La parola come azione

In questo teatro, parlare è agire. Dire "Mi hai ferito" è attaccare. Tacere è difendersi. La disputa è un combattimento di boxe verbale dove ogni battuta è un colpo.

3. L'impossibile riconciliazione

La disputa rivela un'incompatibilità fondamentale. Contrariamente alla commedia classica che finisce con un matrimonio o una riconciliazione, qui il conflitto è senza via d'uscita (aporia). È il segno del teatro moderno (Beckett, Ionesco).

Parole chiave del percorso

  • Sticomitia: Scambio rapido di battute brevi (il ping-pong verbale).
  • Non detto: Ciò che pesa sul dialogo.
  • Crisi: Momento di rottura dell'equilibrio.

CITAZIONI CHIAVE

1. Il grilletto

"C'est biiien… ça…"
- (H1 citato da H2)
- Analisi: Tutto sta nell'allungamento della vocale e nel distacco del "ça". È la prova che l'intonazione è portatrice di senso, ben più delle parole.

2. L'indicibile

"Ce n'est rien. Rien dont on puisse parler."
- (H2)
- Analisi: H2 sa che se nomina il suo disagio, sembrerà ridicolo. I tropismi sono sensazioni pre-verbali che muoiono quando li si mette in parole.

3. La paranoia relazionale

"Tu me surveillais du coin de l'œil, prêt à bondir..."
- (H2 a H1)
- Analisi: L'amicizia è vissuta come una sorveglianza reciproca. È la visione sartriana: "L'inferno sono gli altri".

4. Il constatato fallimento

"C'est sans espoir."
- (H1 e H2)
- Analisi: La lucidità finale. Non possono né capirsi, né lasciarsi. Sono condannati a stare insieme nell'incomprensione.

SOGGETTI DI DISSERTAZIONE

Soggetto 1: La parola

"In Pour un oui ou pour un non, la parola serve a comunicare o a scontrarsi?"

Piste di riflessione

  • Fallimento della comunicazione: Le parole non dicono il vero (malintesi).
  • Arma di guerra: L'ironia, il sottinteso, il silenzio sono armi.
  • Rivelazione: È paradossalmente nello scontro che appare la verità della relazione.

Soggetto 2: Il tragico del quotidiano

"Può esserci del tragico senza grandi eventi?"

Piste di riflessione

  • Il rifiuto dello spettacolare: Niente sangue, niente morte fisica.
  • La violenza interiore: La sofferenza di H2 è reale e assoluta. È una morte sociale o psichica.
  • L'universalità: Ognuno ha vissuto questo tipo di disagio. È un tragico di prossimità.

Soggetto 3: L'amicizia

"L'amicizia è presentata come un valore positivo nella pièce?"

Piste di riflessione

  • Una visione pessimistica: L'amicizia è un luogo di lotta e di dominio.
  • Un'esigenza di autenticità: H2 rompe perché ha un'idea troppo alta dell'amicizia (vuole una trasparenza totale).
  • Il legame indissolubile: Nonostante tutto, non si separano. È una forma di amore-odio.

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